GERIATRICS ITALIA
Il Prof. Brian Stivenson è il direttore dell’unità Geriatrica dell'Ospedale statunitense di  S. Paul Minnesota e titolare della cattedra di Geriatria della Columbia University.  Con la sua equipe ha condotto studi sull'impatto della vita moderna e delle tecnologie nell'età senile. Abbiamo avuto l’onore di incontrarlo durante il IV° congresso di Geriatrics e Berlino e gli abbiamo posto qualche domanda.
Prof. Stivenson, in Italia è diventato virale il caso di una signora di 82 anni che ha ballato in televisione nel più importante evento televisivo Italiano (Festival di Sanremo).  Che impatto  può avere avuto questo evento sugli anziani? Certamente può generare atteggiamenti di emulazione ovviamente nocivi. Un conto è se la signora ha sempre ballato prima della sua età come credo sia realmente successo. E' invece molto diverso mettersi a ballare all'improvviso a quelle età. Questo non significa evitare di ballare se all'anziano piace ed è nelle condizioni opportune, ma va evitato se da in giorno all'altro pensasse di poter mettersi a ballare o si mettesse addirittura a ballare, in sostanza  emulando le gesta televisive di quella signora, questo produrrebbe molti problemi. L’anziano va aiutato a riflettere. Oggi la società è sempre più digitale e interconnessa, che impatto possono avere smarthphone, I-Pad e videogiochi nell'anziano? L'età senile è molto simile a quella infantile, è molto facile che si sviluppino della forme di dipendenza con queste nuove tecnologie, I-Pad in primis.  A differenza dell'età infantile, dove ovviamente non sei stato un adulto, in quella senile si ha comunque l'esperienza dell'adulto ed è  più complesso  abbattere vizi e dipendenze, specialmente da queste nuove tecnologie che solo apparentemente possono informare e aprire la mente, ma di fatto creano forme di autismo acute. Come è possibile prevenire o intervenire? Alla Columbia University abbiamo condotto una ricerca specifica su un vasto campione  di anziani. La maggioranza di loro ha iniziato a utilizzare queste console e smarthphone  prima per 10 minuti al giorno, tempo che è andato aumentando diventando almeno 6 ore al giorno. Le consolle non possono essere vietate, ma va posta una regola, massimo mezz'ora al giorno. Diversamente l'anziano poi elabora tutto ciò che legge, si abitua a trovare qualunque informazione in rete, in molti casi anche a  chattare con altre persone spesso instaurando nuove relazioni sentimentali. Inoltre subentrano poi forme affettive verso questi strumenti, specialmente nella donne, è come se avessero a che fare con un loro bambino. E' ovvio che a 75 anni non puoi fare le cose di uno di 30, come non puoi fare una maratona, non devi usare inutilmente il cervello. Oltre gli ottant’anni occorre intervenire con fermezza. La prevenzione è la psicoterapia dell'età senile, in questi casi  deve essere di sedute quotidiane per disabituarli alle dipendenze dalle tecnologie e motivarli verso cose più alla loro portata e più salutari. E' sicuramente meglio una passeggiata col bastone nel giardino, farsi un paio di calze con  ferri e gomitoli, i cruciverba studiati per l'anziano e qualche buon libro. Il fenomeno crescerà? Certamente, va semplicemente  pari passo con la crescita delle tecnologie. Se non contrastato anche l'anziano vorrà disporre  sempre più di apparecchiature allo state dell'arte tecnologico e più sofisticate. Dovrà cambiare il ruolo della badante, oggi vista come persona che assiste per problemi di mancata autosufficienza. Dovrà diventare  una figura più specializzata che bada, osserva il comportamento, sedando già ai minimi segnali un uso inadeguato o sproporzionato delle nuove tecnologie.
Intervista di Mario Mones dell’1 Aprile 2018 Copyright 2018 Geriatrics Italia