GERIATRICS ITALIA
Il Prof. Brian Stivenson, 78 anni,  è il direttore dell’unità Geriatrica dell'Ospedale statunitense di  S. Paul Minnesota e titolare della cattedra di Geriatria della Columbia University.  Con la sua equipe ha condotto studi sulla senilità anticipata dato l’ impatto della vita moderna e delle tecnologie sull’essere umano. Abbiamo avuto l’onore di incontrarlo durante il IV° congresso di Geriatrics e Berlino e gli abbiamo posto qualche domanda.
Prof. Stivenson, la vita si è allungata ma la terza età si è anticipata, quando ha inizio questa delicata fase della vita, scientificamente parlando? E’ soggettivo ma riscontriamo sempre più casi nella quarta decade, parliamo però di una terza età psicologica, spesso, dal punto di vista fisico,  non ci sono grandi alterazioni, se non i classici sintomi, calo della vista e della libido, dolori osteo-articolari per esordi di artrosi, nevrosi e apatie. Quali sono i sintomi di una terza età precoce? Tipicamente un senso di inadeguatezza che porta i pazienti a rifugiarsi in attività di contenimento come lo Yoga, la ginnastica per l’anziano, la meditazione. Come è possibile prevenire o intervenire? Alla Columbia University abbiamo condotto una ricerca specifica su un vasto campione  di anziani precoci di 40 anni. La maggioranza di loro parla di non essere più all’altezza sessualmente, nello svolgere parte del loro lavoro e iniziano con la frase “quando ero giovane potevo, facevo..adesso non più, ecc.” Sottoponendo alcuni pazienti a RMN si è notata una zona celebrale che tende già ad atrofizzarsi e questo deve far correre immediatamente ai ripari. Chi è più soggetto a questo tipo di decadimento? Tipicamente, nei maschi, soggetti che hanno iniziato ad avere esperienze sessuali in giovanissima età, nelle femmine, donne tipicamente affette da  forte libido già in giovane età. Come correre ai ripari? Non ci sono terapie farmacologiche specifiche, solo la psicoterapia ha fatto invece passi da gigante. Accettare le propria condizione di anziano precoce, ma facendo movimento, ed evitare l’isolamento. Molti anziani sono appassionati di balli latino-americani, un corso di ballo è sicuramente più efficace di attività di yoga  o meditazione. Fare attività di volontariato in case di riposo predispone la mente in quello che può essere un futuro anche immediato. Gli stimoli sessuali sono anche importanti e anche in questo la scienza ha  fatto enormi  passi avanti. In molti paesi vi sono centri specializzati dove in un week-end un paziente può sentirsi ventenne, data la presenza di molte operatrici specializzate di quell’età. I centri hanno anche assistenza medica dove possono essere somministrati farmaci stimolatori di varia tipologia. I prezzi variano a seconda della terapeuta, delle tecniche applicate  e della terapia.   Il fenomeno crescerà? Certamente, va semplicemente  pari passo con la crescita dello stile di vita sempre più condizionato delle  tecnologie. Se non contrastato efficacemente, la terza età avrà inizio sempre prima. Oggi sono in crescita i casi a quarant’anni ma nel giro di un decennio la media può scendere  ulteriormente. Dovrà cambiare il ruolo della badante, oggi vista come persona che assiste per problemi di mancata autosufficienza. Dovrà diventare  una figura più specializzata che di fatto  stimola  il proprio assistito quotidianamente , osservando  il comportamento, e adottando le migliori tecniche. Anche in questo la scienza ha fatto passi da giganti, in Inghilterra sono in fase di sperimentazione badanti robot, costruite con plastica riciclata con nuovi trattamenti di polimerizzazione che ne assicurano la morbidezza e “l’umanizzazione”
Intervista di Mario Mones dell’1 Aprile 2019 Copyright 2019 Geriatrics Italia