Perché un workshop per le scuole?  Per creare il pubblico del futuro.  Per avvicinare i ragazzi a un certo tipo di musica non troppo diffusa dai media tradizionali e per dimostrare loro che fare musica in gruppo è bello e diverte.

Come coinvolgete i ragazzi? Sostanzialmente è stato scritto un copione che serve da canovaccio e sul quale improvvisiamo. Ai ragazzi parliamo in modo molto diretto, ogni termine specifico viene accuratamente spiegato. In molti pezzi facciamo ascoltare prima la voce del canto, poi ogni linea melodica e successivamente nell’insieme. Ci poniamo come animatori piuttosto che come presentatori di un concerto. L’obbiettivo fondamentale è creare curiosità e stimoli.

Dove avete tenuto questi incontri?  In molte scuole nel torinese e in occasione di concerti anche nel milanese e a Conegliano Veneto. Presenziavano dai 50 ai 200 ragazzi per ogni sessione. Nell'arco di una mattinata riusciamo a tenere 2 sessioni di 90 minuti ciascuna.
In quali spazi? Spesso in palestra, in altri casi in aule molto ampie, anche in teatri nelle vicinanze degli istituti.

Che tipo di scuole? Per il momento nelle scuole  medie. Stiamo però cercando di coinvolgere anche i bienni di alcuni indirizzi delle scuole superiori.

Come si articola la “scaletta” prevista? Raccontiamo cinquecento anni di musica cantata.
Iniziamo parlando del canto monodico, del gregoriano.  Con un brano del 1300 “Ale Psalilte cum Luya” spieghiamo cos’è il bordone, l’imitazione, l’ostinato, facciamo cenni sulla musica sacra e profana, quindi arriviamo all’armonia e al Cinquecento. 
Successivamente  passiamo al Nero Spiritual, quindi al Jazz, al tradizionale italiano e infine qualcosa di più vicino ai giorni nostri. Facciamo sentire loro il solfeggio parlato sul testo come se fosse un brano rap, infine spieghiamo come può cambiare l’interpretazione e il groove di un pezzo.Tutto questo con un programma di esecuzione dei brani preciso che conta dieci pezzi circa.

La reazione dei ragazzi? Molto interessata. Persino i più vivaci. Ci chiedono dove abbiamo studiato, se sappiamo indicare loro delle scuole e persino da dove possono scaricare le nostre canzoni! In più occasioni ci fanno firmare la pagina del loro diario a conclusione dell’incontro.

A cosa attribuite questa partecipazione? Al ricercare la perfetta sintonia con loro. Facciamo un tipo di musica che non sempre hanno modo di ascoltare, questo suscita in loro molta curiosità. Questa musica può essere apprezzata dai ragazzi, ovviamente loro sono sensibili a ciò che vivono e ascoltano nel loro quotidiano. Se però ascoltano ciò che ha fatto storia e ne comprendono il significato e il filo conduttore, apprezzano ciò che apparentemente può sembrare più difficile e lontano dal loro tempo.