Perché “L’Una e Cinque”?
E’ l’orario in cui si decise il nome del gruppo. Cercavamo un nome italiano, che nulla avesse a che fare con la musica o con generi musicali. Era novembre del 1995 e per coincidenza, all’epoca, il gruppo era composto da una voce femminile e cinque voci maschili.
Che tipo di repertorio prediligete?
Dal 1995 a oggi il repertorio a cappella è stato arricchito da brani che spaziavano dal Jazz allo Spiritual, dalla musica italiana ai brani classici rinascimentali, dalle composizioni inedite ai pezzi di musica popolare italiana.
In alcuni casi abbiamo cantato con accompagnamento strumentale: trio Jazz, quartetto d’archi e orchestrazioni di musica pop realizzate da noi.
Da dove provengono gli arrangiamenti?
Alcuni sono stati reperiti sul mercato e adattati alle nostre esigenze, altri sono arrangiamenti e trascrizioni fatti all’interno del gruppo, altri ancora sono lavori realizzati da musicisti con cui collaboriamo.
Eseguite i vostri concerti con l’ausilio dell’amplificazione?
Nella maggior parte dei casi, sì. Per situazioni particolari facciamo a meno dell’amplificazione ma ci premuriamo di modificare il programma del concerto, facendo una precisa selezione dei brani da eseguire. Ci capita spesso, inoltre, di tenere concerti che potremmo definire più ‘intimi’, perché eseguiti in piccole sale o chiesette; in questo caso è veramente inadeguato cantare con l'amplificazione.
Usate l'amplificazione per i concerti nelle chiese?
A volte, il nostro repertorio non necessita comunque di molta potenza sonora. L'amplificazione in tal caso serve solo per migliorare l'ascolto a maggiore distanza. Nel 2003, per esempio, abbiamo cantato per la rassegna “Musica nelle Pievi” organizzata dal Circolo Filarmonico Astigiano ad Antignano, in una chiesetta antichissima sita su un colle dove non vi era l’energia elettrica. Era un pomeriggio di Giugno e naturalmente abbiamo cantato senza amplificazione.
Per i concerti all'aperto? In questo caso l’amplificazione è praticamente obbligatoria. L''ultimo concerto all’aperto risale ad agosto 2006 a Bergamo, in Piazza Vecchia. Un luogo molto suggestivo e tra i più belli d'Italia.
Come si entra a far parte di L’Una e Cinque? Tramite audizione. Cerchiamo di incontrare persone che condividono i nostri valori, posseggono le giuste capacità umane, artistiche e professionali e desiderano sviluppare questo genere musicale e di vocalità.
Siete costantemente in 5? Siamo stati in 6 solo nell’anno 1996; per alcune situazioni particolari anche in 8. Tradizionalmente e nei concerti, sempre in Cinque.
Cantate sempre con lo stesso ruolo? Non sempre. Ci sono brani che richiedono delle interpretazioni particolari, o brani le cui linee si adattano meglio alle voci che svolgono altri ruoli, a volte, lo scambio, avviene anche soltanto per passione. Per questo nel nostro disco abbiamo voluto inserire un brano con una voce maschile in falsetto che canta la linea del soprano: cambiare e sperimentare anche cambiando ruolo sono due requisiti per noi molto importanti.
Cosa vi unisce? L' interesse per la il canto polifonico, la passione per la ricerca interpretativa e l'orientamento al lavoro in squadra.
Come lavorate insieme? Sperimentando con il canto, la musica le tecnologie. Il nostro lavoro si basa su requisiti di abilità tecnica, ricerca interpretativa, fusione delle voci ed attenzione per repertori anche molto lontani tra loro. C'è chi lavora più intensamente sul progetto, chi ne prende parte come cantante, chi fa entrambe le cose. Nel gruppo, ogni componente mette a disposizione l'esperienza maturata in ogni campo: dal conservatorio al lavoro in studio, in radio, in aziende, in teatro e nelle scuole.
Il progetto “L’Una e Cinque” è focalizzato esclusivamente sul genere vocale a cappella? Abbiamo lavorato con musicisti, scritto brani inediti di musica leggera, ma è sul repertorio vocale a cappella che ci concentriamo di più, diversificandolo in varie iniziative oltre al tradizionale concerto:
- iniziative per le scuole (workshop e seminari)
- laboratorio sperimentale di interpretazione e canto per piccoli ensembles vocali
- concerti per eventi aziendali privati. In questo caso studiamo in modo particolare, a seconda della tipologia dell’evento, le esigenze delle aziende affiancandole nella preparazione dell’evento o cooperando con le agenzie pubblicitarie che se ne occupano.
Da cosa è motivata la scelta di cantare a cappella? Ci si sente liberi: cantare a cappella è come fare ginnastica a corpo libero. Richiede esercizio, creatività, molta passione, senso di squadra. Un'esperienza artistica e umana straordinaria che non può prescindere dalla formazione di un team affiatato. |