L' Una e Cinque

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Tratto da: La Nuova Scintilla (Chioggia) dell'8 Aprile 2007

 

 

Ottima esibizione per l'ensamble vocale a cappella

 

«Alla musica a cappella ci si accosta sempre con una certa diffidenza, specie quando non si conoscono bene le definizioni. A cappella? E che sarà? Una chiara dimostrazione di quello che è, che era e che potrebbe anche essere è venuta Venerdì scorso, all’ Auditorium, dell’applaudito spettacolo offerto dall’ensamble vocale a cappella “L’Una e Cinque”. Formatosi proprio alle una e cinque di un giorno di Novembre del 1995 il gruppo è in grado di offrire un ampio spettro di proposte musicali che vanno dalla musica rinascimentale italiana ed europea sino a composizioni di autori contemporanei, quali Luigi Tenco, John Lennon, e Paul Mc Cartney sino a d arrivare agli spirituals tradizionali, brani tutti elaborati per esecuzioni a cappella, cioè senza accompagnamenti strumentali, e a più voci. Uno spettacolo di indiscusso valore dove si canta l’amore, ma anche lo scherzo, la parodia, con rtimi quasi sempre vivaci, intercalati da momenti distensivi. Insomma cinque secoli di canti , alla scoperta della voce attraverso il canto a cappella. Quasi una visita guidata in un susseguirsi di atmosfere musicali diverse ma allo stesso tempo legate dalla storia della musica. Ricchi di fascin antico i brani cinquecenteschi del de Vecchi, del Gastaldi, del De Pres, Del di Donato, dell’ Uncina, ma anche dell’Arbeau, del Dowland nientemeno di Enrico VIII. Tutta da scoprire l’origine del brano “Il testamento del Capitano”, notissima canzone del patrimonio popolare italiano la cui musica pochi sanno essere risalente al periodo rinascimentale e precisamente al 1528 e di cui il gruppo ha dato una toccante esecuzione. Pure di rilievo il brano “Serafin” del coro SAT arrangiato da Arturo Benedetti Michelangeli per voci a cappella. Pubblico entusiasta inoltre con “Michelle” del duo Lennon-Mc Catney, con “Autumn Leaves” di Kosma- Mercer e poi con i vari spirituals, coinvolgenti ed alcuni dal sapore pasquale, terminati con invocazioni di “Alleluia”. Un pomeriggio pertanto assai gradito dal pubblico presente e che ha confermato la bravura dei cinque cantani che hanno il grande merito di far conoscere al pubblico (ed anche nelle scuole) un repertorio di grande fascino eseguito con rara maestria interpretativa.


Paolo Padoan.