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La copertina: il quadro “Il Violino di Stroh” di Alberto Maria Giardina

Caro Marco,come ti avevo anticipato al telefono, ho accettato la sfida e mi sono messo all'opera nel tentativo di interpretare il messaggio artistico del nuovo CD de "L'una e cinque". Siccome un mio grande difetto è quello di complicarmi la vita, ho voluto seguire l'ispirazione e andare "oltre", cercando di creare un'opera che non si limitasse alla rappresentazione figurativa delle tematiche del CD, ma che, in un certo senso, direi "metafisico", rappresentasse il cammino  del quintetto vocale. Il dipinto, olio su tela (70 cm x 60 cm), è stato realizzato secondo la tecnica "bagnato su bagnato" (ossia applicando il colore senza aspettare che asciugasse) ed è intitolato "Il Violino di Stroh". Il Violino di Stroh è uno strumento musicale ideato all'inizio del 1900 da un ingegnere britannico (Charles Stroh) che unisce al noto strumento ad arco, l'amplificazione propria del grammofono. Dopo un lungo periodo in cui lo strumento venne di fatto dimenticato, ai giorni nostra sembra sia tornato di moda, utilizzato da molti musicisti, sopratutto nel campo della musica Jazz. Come potrai notare, nell'opera vi sono riferimenti espliciti a due quadri di un pittore a me molto caro (Giorgio de Chirico) e che, a mio avviso, potrebbero esprimere adeguatamente parte del messaggio musicale del nuovo CD: la prima, "Canto d'Amore" (statua greca - guanto arancione) e la seconda "Il sole sul cavalletto" (le due lune, la prima "spenta" in cielo e la seconda "accesa" in terra). Se per l'opera "Canto d'Amore" il collegamento è immediato (sebbene teleologico), per la seconda, ho ritenuto che la rappresentazione delle due lune si ricollegasse al concetto di spiritualità: la luna, che richiama la dolcezza della notte e con essa il tempo delle meditazioni e delle riflessioni, è spenta nel cielo per far spazio ad un nuovo giorno (infatti, nel dipinto, è rappresentata l'alba), ma, nonostante tutto, la stessa continuerà a brillare nella dimensione terrena, umana, ossia dentro di noi, accompagnandoci (si spera!) con i suoi influssi romantici e meditativi durante la giornata. Tre sono i richiami al concetto di forza: 1) la torre normanna inclinata; 2) la mano destra in segno di saluto; 3) la colonna di marmo. Non si tratta ovviamente di una forza violenta, è a contrario una forza perseverante, che permette di resistere nel tempo; la torre normanna, sebbene inclinata, è ancora intatta; la mano gentile (blu) che saluta è un segno di apertura ed esprime la forza di voler conoscere (e conoscersi); infine la colonna di marmo rappresenta la forza del ricordo, il passato che giunge fino a noi. Tre sono, inoltre, i richiami ai componenti del quintetto vocale: 1) le cinque sfere: nera (sede dell'orologio dislocato sulla cassa), l'orologio (che ovviamente non poteva che segnare l'una e cinque!), verde, rossa e di vetro trasparente; 2) le cinque dita della mano destra; 3) i cinque archi della Mole Antonelliana stilizzata, a ricordare le origini del gruppo canoro. Infine, un'altro richiamo alla musica, oltre alla rappresentazione dello strumento musicale, è dato dalla combinazione delle figure sulla destra del dipinto a guisa di nota musicale (croma), ossia la sfera di vetro, la colonna e la luna "spenta" in cielo.” Alberto
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